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Pavia, tappa dell'Itinerario culturale europeo San
Martino di Tours, coglie l'occasione di questo sito per
lavorare in un’ottica europea mettendo in azione tutte le
iniziative atte a valorizzare la memoria di San Martino, a
raccontare il suo percorso e far conoscere la sua storia.
 

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San Martino e Pavia
mercoledì 2 marzo 2011
Dopo aver accolto lo scorso anno una delegazione croatta, ora il Comune di Pavia sta programmando per il 2011 la valorizzazione dell'itinerario culturale europeo Saint Martin de Tours. Città dell'infanzia del santo, Pavia è una tappa dell'itinerario culturale che permette al pellegrino di camminare sulle orme del santo. Nella chiesa del SS. Salvatore ( Oratorio San Mauro, via riviera) un bel affresco illustra alcune tappe della vita di San martino; colpisce soprattutto l'interpretazione del pittore dell'episodio del taglio del mantello avvenuto ad Amiens. L'autore fa rivivere a Pavia il momento di solidarietà e la condivizione dell'indumento tra San Martrino e un povero mendicante.
Per valorizzazione l'itinerario maritiano, il Comune, dopo aver organizzato un concorso fotografico, e dopo essersi recato a Tours nel 2009, ora intende proseguire con altre iniziative legate al personaggio San Martino. Per il 2011 sono tante le idee in cantiere: dalla musica al racconto, dai bambini di nome Martino all'incontro con i sommelier, dal teatro alla poesia, tante sono le iniziative che richiedono un concorso di idee. Pertanto se sei interessato a lavorare con noi , se hai delle idee su come valorizzare il passaggio di San martino a Pavia e come festeggiare l'11 novembre, mettiti in contatto con noi.

Per ogni contatto: bngoi@comune.pv.it oppure chiamaci allo 0382 079943

Pavia crocevia di itinerari di fede e cultura
martedì 12 ottobre 2010
In occasione della giornata europea del turismo che si è tenuta a Bruxelles il 27 settembre scorso, Pavia è stata consacrata a pieno titolo "Crocevia di itinearai di fede e cultura". Riconosciuta come tappa dell'Itinerario europeo Saint Martin de Tours nonché città capoluogo del percorso pavese della Via Francigena e metà finale del "gambo milanese" del Cammino di Sant'Agostino, Pavia ha suscitato la curiosità e ha attirato su di sè l'attenzione dei partecipanti all'incontro. "Per la nostra città, ha sottolineato Gianmarco Centinaio, assessore al turismo, il convegno è stato un momento importante e siamo andati al di là delle più rosee aspettative. Il riconoscimento degli sforzi da noi forniti da parte della massima autorità europea, il commissario europeo al turismo, che nel suo discorso di chiusura dei lavori ha evidenziato il lavoro fatto da Pavia. La nostra impostazione è quella di far conoscere la nostra città evidenziandone le potenzialità e promuovendone la grande ricchezza storico-monumentale". Dai complimenti ricevuti a Bruxelles, si riparte con l'intenzione di fare di questa cittò una metà di turismo culturale e religioso. Il mese prossimo, una delegazione di Pavia è attesa a Tours ( Francia) nell'ambito degli incontri dedicati a Saint Martin. Ricordiamo che Pavia è città dell'infanzia di San Martino.

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San Martino - Biografia

La prima biografia di San Martino, scritta da Sulpicio Severo prima della sua morte ebbe subito un immenso successo popolare. Contribuì a divulgare la conoscenza ed il culto del vescovo al di fuori dell’ambito in cui era vissuto e unita agli scritti leggendari di cui il santo fu fatto oggetto in seguito, spiega il moltiplicarsi di chiese in suo onore ed in generale la popolarità di cui gode in molti paesi.
Sulpicio Severo evoca naturalmente Pavia, come città importante nella vita di Saint Martin. E un punto di riferimento nella vita e nella letteratura martiniana. Ha vissuto la sua gioventù nella città di Pavia, allora chiamata Ticinum. Una volta, era una città militare, molto vivace, luogo del riposo delle legioni romane. Esisteva già una cattedrale, al posto dell’attuale duomo.
Fu un momento tra i più importanti nella storia del santo perché scoprì il cristianesimo e s’iscrisse al catecumeno.
Pavia è citata in tutti i testi sul santo e nell’altro senso, in tutti libri sulla storia di Pavia, si parla di Saint Martin.

La provincia di Pavia possiede numerose chiese dedicate a S. Martin, e che portano il nome di Martino: a Borgarello, Cecima, Cilavegna, Oliva Gessi, Redavalle, Torre d’Arese, Tromello, Vivente e Zeccone.Ci sono tre paesi sono il patrocinio di Martino: Canneto, Godiasco e Montalto.
Sono delle prove che il culto di Saint Martin fu importante. Si sviluppò rapidamente grazie soprattutto ai benedettini che furono attivi nella zona di Pavia. Diciamo che la diffusione si fece tra la fine del VII al XI secolo. S. Martin è rappresentato in alcune chiese della provincia: a Siccomario, a Tromello e a Pavia, l’unica traccia del santo è il gruppo di affreschi nella chiesa di S. Salvatore (S. Mauro, via Riviera).
Uno di questi affreschi è la Carità, è interessante il fatto che mentre l’episodio si è svolto ad Amiens, vediamo in fondo i sobborghi di Pavia: il ponte coperto sul Ticino, l’antica cinta muraia e le porte della città, la piazza del Regisole con la statua equestre e il castello.

S. Martin nacque in Pannonia (l’attuale Ungheria) in una città di guarnigione della frontiera dell’impero d’Occidente nel 316.I suoi genitori erano pagani, suo padre era un ufficiale, militare. Chiamò il figlio Martino cioè piccolo Marte. Non sappiamo con certezza se fossero romani o barbari, forse la sua famiglia era originaria dell’Italia settentrionale o dell’Illirico. Da giovane visse a Pavia, perché il padre fu stato destinato in un’altra guarnigione.
Fu in questo posto che cominciò a imparare la religione cristiana con i catecumeni. Probabilmente ha incontrato molte difficoltà per farsi iscrivere fra di loro. Divenne militare, come lo desiderava suo padre, a quindici anni.
Prima del suo battesimo, accade l’episodio del mantello, ad Amiens. La notte seguente sognò il Cristo, vestito del mantello che lo ringraziò. Ricevette il Battesimo nel 339 e rimase ancora due anni nell’esercito, benché visse una vita “cristiana”. Su consiglio di Ilario, vescovo di Poitiers, lasciò la carriera militare e si dedicò alla vita eremitica. Poco dopo, sognò di dovere andare in Pannonia convertire i suoi genitori.
Convertì solo la madre e si recò a Milano. Si stabili alle porte della città in una cella da eremita.
Perseguito dal vescovo Auxentius si ritirò a Gallinaria per condurre una vita monastica. Dopo qualche tempo, raggiunse a Poitiers Ilario e fu ordinato diacono poi prete. Ma chiese a Ilario di lasciarlo vivere fuori della città. Cominciò la sua opera di evangelizzazione delle campagne. Visse come un monaco. Questo fu l’origine del primo monastero, a Ligugé.
Secondo il suo biografo più noto, Sulpicio Severo, fu a questo momento che cominciò a fare i primi miracoli. Eletto vescovo di Tours nel 371, suo malgrado grazie a un sotterfugio degli abitanti di Tours. fondò una comunità per la formazione del clero a Marmoutier, vicino Tours in una piccola pianura deserta. S. Martin continuò la sua opera di evangelizzazione delle campagne, ottenendo risoltati straordinari. Morì nel 397, nella cittadina di Candes, che da allora si chiama Candes-Saint-Martin. Fu riconosciuto santo, subito dopo la sua morte e il suo culto conobbe un irraggiamento immenso in Francia e nel resto dell’Europa. Fino a oggi, il 11 novembre viene celebrata la sua morta in tutta l’Europa.

S. Martin è uno dei santi più popolari e amati in Europa, in particolare nelle campagne, per i valori che incarna : l’umiltà e la generosità, la solidarietà. Tutte le azioni di S. Martin sono degli atti di fede, di carità, o di protesta contro l’ingiustizia. Da 1600 anni, le tracce di S. Martin sono presenti in Europa sul piano materiale (reliquie, monumenti, …) e sul piano immateriale (miti, fiabe, credenze e tradizioni).
Esistono in Europa migliaia di monumenti che gli sono dedicati, centinaia di comuni che hanno il suo nome, numerose tradizioni che gli sono legate e altre testimonianze del ricordo di San Martino sull’intero territorio europeo. Non rappresenta soltanto una figura importante per il cristianesimo: S. Martin di Tours è molto di più nel senso che con tutte queste tradizioni, l’arte che gli è legato fa parte del patrimonio culturale europeo.

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